Nel centro del paese di Salbertrand, nella vetrina dell’Hotel Dieu, ritorna il Carnevale con un allestimento dedicato a riti antichi e maschere tradizionali.
L'aratura della neve, il pupazzo di paglia e il costume del Carnevale, le maschere in legno scolpite dall'artista salbertrandese Dario Milesi, le vizajeřa, le siringhe utilizzate dai siringäri per fare scherzi e bagnare le persone, i campanacci sono simboli di una festa di origine antica che ha saputo tramandarsi di generazione in generazione pur contaminandosi e aprendosi alla modernità.
L’allegro e colorato allestimento creato nella vetrina dall’Ecomuseo Colombano Romean rende omaggio al Carnavà du Guéini, il Carnevale dei Salbertrandesi, soprannominati da sempre Guéini (dal verbo occitano arguéinā: agitarsi), gente che sa “far festa come si deve”. Lo spirito con cui ancora oggi, a Salbertrand, si festeggia il Carnevale, tiene fede a questo soprannome e mantiene vive alcune tradizioni sopravvissute al tempo come la sfilata con la müsicca, la distribuzione casa per casa dei turtiòu della domenica e la lettura del testamento, con il rogo del Carnevale durante la seconda sfilata che ha luogo la sera del martedì grasso.
Nella vetrina dell’Hotel Dieu, la maschera del Carnevale e della mucca, insieme all’aratro, ricordano il rito dell’aratura della neve tradizionalmente interpretata da due uomini con maschere animali, pelli di vacca sulle spalle, aggiogati ad un aratro guidati da un aratore, con sua moglie, la massaia, la menajeä, che seminava e i bambini che seguivano e coprivano il solco. Un gesto che rappresentava il processo evolutivo di fertilizzazione simbolica della terra. Riti antichi di un tempo festivo ciclico che scandiva il ritorno della luce dopo il buio dell’inverno e che celebrava il risveglio della natura.
Rituali propiziatori, personaggi, gesti e messaggi impressi nella memoria degli anziani del paese sono stati indagati da un’approfondita ricerca antropologica, condotta dalla ricercatrice Lia Zola e pubblicati nel Cahier n°6 dell’Ecomuseo (2009).
Il nuovo allestimento è stato realizzato grazie all'associazione ArTeMuDa che, con il suo Laboratorio di Ricerca Teatrale di Salbertrand, nel 2006 curò la riproposta del Carnevale tradizionale di Salbertrand così come si festeggiava prima della Seconda Guerra Mondiale.
Per saperne di più si consiglia la visione del video documentario proposto in video première la sera del Martedì Grasso durante l'edizione 2021 di Chantar l'Uvern.